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Cerchiara sarà presente domani 21 Marzo a Locri, alla XXII Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle Vittime Innocenti della Mafia

Una rappresentanza dell'Amm.ne Comunale di Cerchiara di Cal. guidata dal Sindaco, sarà presente a Locri a questo importante appuntamento  organizzato dall'Associazione LIBERA di Don Ciotti. Momento di testimonianza ed impegno civile , per  portare la solidarietà e la vicinanza ideale di tutta la Comunità Cerchiarese alle 950 famiglie che hanno avuto i loro cari uccisi senza alcuna colpa, vittime innocenti, ad opera della Mafia, trovandosi al momento sbagliato nel posto sbagliato. A tal proposito  la nostra memoria collettiva di Comunità non può non condurci a quel 27 Luglio 2009 in Sibari dove perdeva innocentemente  la vita Fazio Cirolla, davanti agli occhi del figlio e con esso i sogni e le speranze di un intera famiglia da quel momento in poi sulle esili ma forti spalle della moglie Rosa Cesarini, entrambi discendenti da Cerchiara e residenti in Sibari. Ed a quanti leggeranno questo comunicato, voglio sottoporre una parte importante del discorso tenuto ieri 19 Marzo alla presenza del Presidente della Repubblica in Locri da Don Ciotti, quale spunto di riflessione e di stimolo per la nostra testimonianza ed operatività civile quotidiana in questa bella, unica e vessata terra di Calabria "Insieme alle Mafie, il male principale del nostro Paese (Italia e non solo Calabria! nota dello scrivente) resta la corruzione, e Corruzione significa questo: che tra Criminalità organizzata,criminalità politica e criminalità economica è sempre più difficile distinguere...Dobbiamo rompere questo intreccio! Le mafie non uccidono solo con la violenza, vittime sono i morti ma vittime sono anche i morti vivi. le persone a cui le Mafie tolgono la speranza e la dignità". E queste 3 Mafie, citate da Don Ciotti,  avvinghiate nello stretto connubbio di interessi e di assoluto dispregio del BENE COMUNE, ancora oggi, davanti ai nostri occhi stanno togliendo la speranza a tanti giovani e meno giovani Calabresi che riprendono la via dell'Emigrazione e con essa la conseguente desertificazione umana con l'immane perdita culturale di intere Comunità diventa sempre più il tragico'epilogo della fine dello STato di Diritto e della presenza fisica dei nostri antichi e nobili borghi.